La differenza che non dovresti non sapere!

Oggi affrontiamo un tema di per se “molto tecnico” e che spesso viene frainteso o non completamente capito da chi si accinge ad acquistare una stufa o un caminetto e cercherò di riportartelo in modo moooolto semplice così che anche tu potrai da subito masticare questi concetti non facendoti trovare impreparato dal commerciante di turno.

Non scenderò in particolari eccessivamente tecnici, uno perché sono noiosi, due perché non ti serve un corso di fisica per comprare una stufa nuova!

Quindi in maniera iper-semplificata cercherò di farti capire ciò che spesso nemmeno chi ti parla di stufe e camini conosce fino in fondo (se non tutti, una buona parte).

Innanzitutto bisogna conoscere la differenza tra due unità di misura molto differenti tra loro che spesso invece vengono accomunate solamente perché riportano “quasi” le stesse lettere:

kW (leggesi chilovat) e kWh (leggesi chilovattora)

Ti riporto un esempio che spero possa chiarirne la differenza.

Analizziamo il campo dell’elettricità che tutti conosciamo poiché tutti riceviamo almeno una bolletta ogni 2 mesi ca., e tra le varie imprecazioni del caso (tipo che il costo della materia prima fornita è inferiore al costo delle tasse), noterai che la potenza del tuo contatore è per esempio di 3 kW, mentre l’energia consumata e fatturata è in realtà espressa in kWh.

Il prezzo quindi viene calcolato su quanti kWh hai realmente consumato, quindi la quantità di energia che hai utilizzato, non in un colpo solo, ma divisa in 60 giorni, un pò per volta.

Per fare un esempio scemo, se la vostra televisione funzionasse ad acqua, nella bolletta vedresti quanti litri di acqua sono stati consumati per farla funzionare (troppo scemo come esempio?).

Credo che ti sia chiaro adesso cosa sono i kWh, sia se parliamo di elettricità ma anche se parliamo di energia termica: è il quantitativo erogato in un certo periodo di tempo (1 ora, un giorno, 1 mese … e così via)

Ma allora che cosa sono i kW senza la h?

Parlavamo di bollette dell’ elettricità. Il contatore installato a casa tua per esempio risulta essere di 3 kW, quindi questo dato è la sua potenza massima.

Ti sarà capitato almeno 1 volta che sia saltata la corrente perché hai acceso troppi elettrodomestici tutti insieme, ovvero la potenza richiesta al contatore (la somma di tutti gli elettrodomestici accesi) superava in quel preciso istante i famosi 3 kW…. eeeee…. pufffff….. buio!!!

“In quel preciso istante” è il concetto chiave.

“Ok, fin qui tutto chiaro, le formule di fisica quantistica stanno per arrivare” (scherzo!)

Parlando di stufe si può capire facilmente che se per esempio scegliete una stufa in ghisa da 10 kW, se e solo se, inserite un certo quantitativo di legna nella camera di combustione (per esempio 3-4 kg) e questa comincia a bruciare, solamente quando tutta la legna brucerà con fuoco vivo potrà cominciare ad erogare ca. 10 kW, quindi tutto sommato per qualche decina di minuti… ma nella fase di accensione e soprattutto nella fase di brace o ricarico i kW erogati saranno assolutamente inferiori a 10. Cioè, il calore prodotto ed erogato non sarà mai costante e non sarà mai omogeneo nell’arco delle ore di riscaldamento.

Se dovessimo fare un’altro esempio (questa volta un pò meno scemo, ma sempre con l’acqua) per capire la cessione dei kW di una stufa ad accumulo o di una stufa convettiva potremmo paragonarle a 2 bottiglie uguali e piene d’acqua che voglio utilizzare per dare da bere ad una pianta.

La-bottiglia-d-acqua-rovesciata-per-le-piante_su_vertical_dynCon una bottiglia d’acqua rovescio il suo contenuto dall’alto e rapidamente si svuoterà sul terriccio creando una pozza…. con l’altra invece infilerò la bottiglia rovesciata nel terriccio ed essa si svuoterà piano piano in relazione alla secchezza del terreno.

In maniera del tutto similare le stufe a fuoco continuo cedono immediatamente tutto il calore prodotto dalla combustione (bottiglia rovesciata tutta in un colpo), in maniera sregolata e spesso eccessiva per poi lasciare lunghi vuoti di calore nel caso non venisse ricaricata.

La stufa ad accumulo invece dosa in maniera omogenea la cessione del calore in funzione dell’assorbimento termico dell’abitazione (come la bottiglia infilata nel terreno cede lentamente l’acqua) senza doverla ricaricare costantemente di legna.

In linea di massima potremmo dire che durante la fase di combustione, una stufa ad accumulo cede immediatamente solo una piccola parte del calore prodotto mentre il resto viene immagazzinato (questi sono kWh) e ceduto lentamente anche per moltissime ore dopo che il fuoco si è spento. Al contrario una stufa convettiva e a fuoco continuo cede subito tutto il calore prodotto “in quell’istante” dalla combustione e nel caso la brace si spegnesse l’emissione di calore crollerebbe vicino allo zero nel giro di qualche decina di minuti.

Ho cercato di semplificare al massimo i concetti e so che non sono argomenti che si masticano facilmente ma forse adesso ti sarà più chiaro distinguere come cede il proprio calore l’una o l’altra stufa.

 

 

Ma fai attenzione!! 

Spesso le stufe a fuoco continuo e convettive “si mascherano” da stufe ad accumulo e irraggiamento per sviarti nell’acquisto ed entrare in punta di piedi in casa tua per svaligiare nel men che non si dica la tua legnaia e regalarti il “miglior calore convettivo” che tu abbia mai provato.

Nel prossimo articolo ti spiegherò come la grande famiglia delle stufe “rivestite” (o meglio travestite) di pietra, ceramica o altri materiali hanno reso davvero “fumoso” l’approccio di un cliente profano a questo meraviglioso ma complicato settore, e ti svelerò tutti i segreti per riconoscerle e smascherarle.

Quanto meno sarai tu a scegliere consapevolmente l’una o l’altra stufa e non ti farai raccontare la classica “storia dell’orso”.

Come sempre, un caloroso saluto!

Valerio

PS: se hai domande o commenti da fare proprio qui sotto trovi lo spazio per dire la tua oppure….

SE VUOI SAPERNE DI PIU’ COMPILA IL QUESTIONARIO DI FUOCOSPENTO E RICEVI LA GUIDA IN OMAGGIO

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