[I gusti sono gusti, et de gustibus non est disputandum] … ma quali sono le differenze obiettive tra stufe in ceramica e stufe in pietra ollare?

Dopo diversi articoli sulle qualità “miracolose” del calore radiante, sia in termini di efficacia di riscaldamento che in termini di salute per chi abita una casa riscaldata con una stufa ad accumulo, è giunto il momento di affrontare uno spinoso argomento che spesso è motivo di accese discussioni con colleghi ed anche clienti.

Ma facciamo un passo indietro…

Se hai già letto questo articolo del mio blog (Ecco come smascherare una stufa convettiva “travestita” da stufa ad irraggiamento) possiamo partire da un’ assioma evidente, cioè il seguente:

Una stufa ad accumulo può essere considerata tale solamente se ha un peso che supera i 1.000 Kg ed il suo interno è costruito con giro fumi di materiale pesante che ne garantisca accumulo di calore, cioè non ferro, acciaio o ghisa, ma mattoni refrattari oppure di pietra ollare.

Ma la parola ACCUMULO in che termini la potremmo collegare al tempo che una stufa dovrebbe rimanere spenta riscaldando comunque in maniera efficace un’abitazione?

Purtroppo oggi molte aziende utilizzano la parola ACCUMULO “a sproposito”, perfino quando si tratta di aggiungere 100 kg di materiale sopra ad una stufa in acciaio di 300 kg. E questo crea confusione!

Quanto dovrebbe durare l’irraggiamento di una stufa ad accumulo dopo che si è spenta?

Non mezz’ora e nemmeno 3 ore, e men che meno 6…. una stufa ad accumulo può definirsi tale se rimane calda e “riscalda” la casa per almeno 12 ore (anzi meglio ancora se sono di più) anche dopo lo spegnimento delle braci.

Detto ciò..

OGGI IL MONDO DELLE STUFE AD ACCUMULO SI PUO’ SUDDIVIDERE IN 2 CATEGORIE:

1] Le stufe in ceramica o muratura

2] Le stufe in pietra ollare

Come si intravede dal titolo di questo articolo non ho intenzione di affrontare l’argomento dal punto di vista delle differenze estetiche tra le due tipologie di stufe  poiché “de gustibus non est disputandum” ovvero “i gusti non si discutono” visto che ognuno ha i suoi, ed è giusto così.

D’altronde una stufa oltre ad essere una centrale termica è anche un complemento d’arredo che deve piacere a chi la sceglie. Su questo non si discute.

L’articolo di oggi vuole far emergere le differenze più evidenti per l’utente finale cercando di mantenere un linguaggio il più semplice possibile dato che trattasi di un blog pubblico e non dedicato a tecnici del settore.

Non ho intenzione di raccontarti la storia di queste due tipologie di stufe ne le infinite varietà di costruzione interna ed esterna soprattutto delle stufe in ceramica.

Vorrei capissi nel dettaglio cosa potrebbe succedere a casa tua nel caso volessi installare una di queste stufe.

Ipotizziamo che la tua casa sia di recente costruzione ed formata da una zona giorno open-space di 60 mq ed una zona notte di altrettanti mq, totale 120 mq su un piano.

Sia che tu scelga una stufa ad accumulo in pietra ollare, sia che tu scelga una stufa ad accumulo in ceramica (o muratura) la posizione che occuperà la stufa rispetto a questi 120 mq sarà la chiave del successo per il tuo investimento e della tua soddisfazione.

Infatti, la stufa ad accumulo dovrebbe occupare una parte più centrale possibile in maniera da distribuire il calore come se fosse una sfera di fuoco che irraggia in tutte le direzioni il suo piacevole ed efficace calore radiante; esatto,  come se fosse il sole nel nostro sistema solare.

Solo così riuscirai a riscaldare efficacemente anche le zone più distanti dalla stufa.

Ora torniamo un attimo al peso, quindi alla massa che accumula il calore.

Su questo argomento c’è poco da dire. Il materiale più pesante tra pietra ollare e mattoni refrattari e maiolica è sicuramente la pietra ollare. Ciò vuol dire che a pari volume la densità interna e del materiale (e la sua composizione chimica) cambia, e quindi la sua capacità di accumulare e rilasciare energia termica aumenta in funzione del suo peso specifico e della sua densità.

In termini molto semplici vuol dire che una stufa di 1.000 kg in pietra ollare occuperà uno spazio decisamente inferiore (almeno la metà) rispetto ad una stufa di 1.000 kg in ceramica o muratura, pur accumulando al suo interno ca. la stessa quantità di energia termica con lo stesso quantitativo di legna bruciata.

Se le stufe fossero di uguali dimensioni sicuramente la stufa in pietra ollare peserebbe quasi il doppio e quindi accumulerebbe molta più energia termica con tempi di raffreddamento matematicamente più lunghi.

Solitamente una stufa in ceramica installata e dimensionata correttamente necessita di una accensione ogni 12 ore ca.

Una stufa in pietra ollare, sempre se installa e dimensionata correttamente necessita di una accensione ogni 24 ore ca.

Questi valori sono da prendere con le pinze in quanto dipendono molto dalle dispersioni termiche dell’edificio che si sta riscaldando. Se prendessimo in esame una casa in classe A si può stare tranquilli che una stufa ad accumulo potrebbe irraggiare calore anche per 48 ore una volta spenta.

In termini di progettazione e costruzione sicuramente la stufa in ceramica permette un’ampia gamma di personalizzazioni in termini di forme, colori e materiali di rivestimento mentre la stufa in pietra ollare è una costruzione modulare che può essere si personalizzata, ma sempre all’interno di stringenti parametri.

I tempi di costruzione e di messa in funzione sono decisamente diversi tra le due tipologie di stufe.

Una stufa in ceramica di medie/grandi dimensioni potrebbe necessitare anche di un’intera settimana per la sua costruzione, e la sua asciugatura e messa in funzione potrebbe essere ultimata anche dopo 20 giorni.

Una stufa in pietra ollare, proprio grazie alla sua compattezza e modularità ha tempi di realizzazione molto brevi. Stufe medio grandi possono essere ultimate anche in una giornata, 2 al massimo… e dopo 3 giorni è già asciutta e pronta per la prima accensione.

In termini di consumi si può dire che le due tipologie di stufe si equivalgono, anche perché, per essere più precisi bisognerebbe entrare nel dettaglio delle diverse tecnologie di combustione che propongono le diverse aziende produttrici, e che in fin dei conti cambierebbero di poco in termini di denaro il costo per alimentarle durante un inverno.

Quel che è certo è che entrambe consumano molto meno rispetto ad una stufa tradizionale in ferro o acciaio oppure rispetto ad una stufa “solamente” rivestita di ceramica o pietra ollare, ma che al suo interno invece non ha nulla di pesante che possa accumulare calore per molte ore…

Fuoco a vista, sportelli, linee moderne o classiche, colori, forme ecc. ecc. ecc. fanno parte di quella sfera soggettiva di cui parlavo all’inizio e che ovviamente dovrà accontentare l’occhio di chi ha scelto la propria stufa in funzione dei propri gusti, dell’arredamento della propria casa, del proprio retroscena culturale e chi più ne ha più ne metta e nulla ha a che fare con le caratteristiche prettamente tecniche dei due prodotti, che come avrai capito sono sostanzialmente differenti.

In termini strettamente legati all’utilizzatore credo di averti dato una schematica griglia di nozioni che spero ti possa essere utile per cominciare quanto meno a pensare su quale prodotto orientarti nel momento in cui ti sentirai pronto per cominciare a progettare la stufa ad accumulo dei tuoi sogni, magari nella tua nuova casa dei sogni.

SE VUOI SAPERNE DI PIU’ COMPILA IL QUESTIONARIO DI FUOCOSPENTO E RICEVI LA GUIDA IN OMAGGIO

Anche per questa volta ti saluto calorosamente!

Alla prossima!

Valerio

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